lunedì 29 dicembre 2014

Il cielo è sempre più Algozzino

L'amico fumettista Sergio Algozzino alla fine di ogni anno si ingegna in una "canzone collettiva": sceglie un pezzo e lo fa cantare da decine di persone, poi monta tutti insieme e viene fuori una canzone cantata da un sacco di gente.

Quest'anno mi sono volentieri prestato anch'io a questo divertissement, ed ecco il risultato. Siamo 100 persone e 7 animali, a voi decidere in quale delle due categorie inserirmi.


venerdì 26 dicembre 2014

In inverno le mie mani sanno di buon fumetto

Di questi tempi ho l'impressione che il tema della memoria sia sempre più importante. E' una tendenza che secondo me il fumetto ha già intercettato da un po'. Mi riferisco ad esempio a "Rughe" di Paco Roca e "Unastoria" di Gipi tra gli altri.

La memoria è un problema comune di questi tempi, specialmente in Italia. Siamo un paese con sempre più vecchi, persone che vivono sempre più a lungo, ma la cui qualità della vita non è migliore, magari condannate a vivere senza memoria per molti anni. A volte penso che non ci siamo allungati la vita: ci siamo allungati la vecchiaia.

Da una parte gli anziani, dall'altra i giovani che sembrano privi di ogni memoria storica. Lo stato pietoso dell'istruzione e dell'informazione risulta in giovani generazioni che paiono non sapere niente del passato recente del mondo, dal nazi-fascismo agli Anni di Piombo. E' importante ricordare anche ciò che non si è vissuto, per evitare di ripetere gli errori dei nostri nonni. Proprio quelli che ora sono vecchi e non ricordano più granché.

In questo filone - il tema della memoria che svanisce - si innesta splendidamente Sergio Gerasi.

Ho appena finito di leggere il suo "In inverno le mie mani sapevano di mandarino", volume a fumetti pubblicato da Bao.

L'ho divorato, e credo sia uno dei pochi fumetti usciti nel 2014 che mi siano veramente piaciuti.

La storia è molto semplice: un uomo con una cerniera sulla testa spaventato dai ricordi, e una nonnetta che a causa dell'età quei ricordi non li ha più.

Una storia semplice e lineare, molto surreale. Un piccolo viaggio nella mente di quello che è un bravo artista.

I disegni poi sono stupendi, una Milano catturata nel suo aspetto contemporaneamente grigio e poetico, e valgono da soli l'acquisto del volume.

Non voglio dire altro per non rovinare il piacere della lettura e il godimento estetico dato da queste tavole.

E' inverno, ho appena finito di sfogliare una bella storia e le mie mani sanno ancora di buon fumetto.

Acquisto assai consigliato.



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 Sergio Gerasi
"In inverno le mie mani sapevano di mandarino"
Bao Publishing

Per acquistarlo su Amazon cliccate qui.

martedì 23 dicembre 2014

Natalissimo 2014

E' in edicola l'albo Disney "Natalissimo", su cui è ristampata la storia "Pippo aiutante di Babbo Natale", scritta da me e disegnata da Roberto Vian.

Buona lettura!


mercoledì 17 dicembre 2014

Debbi [la strana]

Ho appena finito di leggere "Debbi [la strana] e le avventure bipolari del coniglietto Ribes", ultima fatica letteraria di Paolo Di Orazio.

Una storia che parla di sesso, di orrore, di morte, di prostituzione, di pedofilia, di alienazione, di follia. Una lettura terrificante, nel senso letterale del termine. Perché Paolo ha una prosa molto efficace, e ogni scena sanguinaria ti fa contorcere le budella. E la cosa peggiore (anzi, migliore) è che quando pensi di aver sperimentato abbastanza orrore in questo romanzo, arriva sempre qualcosa che alza l'asticella.

Nonostante alcune componenti "soprannaturali", tutto è accurato e credibile, e le scene di orrore e violenza sono sì compiaciute ma mai gratuite. Perché il Male esiste, Di Orazio te lo sta solo descrivendo nei minimi particolari.

Un romanzo solo per stomaci forti, e stavolta dico sul serio. Perché se siamo disposti a leggere/vedere scene violente e splatter per il gusto dell'orrore, assistere alla stessa malvagità applicata ai bambini è una cosa davvero difficile da digerire. Paolo qui ti sta dicendo: l'orrore non è un gioco. L'orrore è l'orrore. Il Male è il Male.

Soprattutto sconsiglierei questo romanzo ai neogenitori, troppo sensibili su certi temi. Ma a tutti gli altri lo consiglio. Perché vale la pena di farsi questo viaggio all'inferno, di dare uno sguardo nell'abisso. Perché se è vero che a guardare troppo a lungo nell'abisso, l'abisso guarda dentro di te, è anche vero che quell'abisso guarda dentro di te e si rispecchia, trova un pezzetto di sé dentro di te, e si spaventa.

Alcune scene mi hanno fatto l'effetto di assistere impotente a qualcosa che non potevo fermare. Come Alex di Arancia Meccanica con gli occhi e la testa immobilizzati a guardare la violenza. Le scene di pedofilia mi hanno fatto provare orrore di me stesso, per il solo fatto di essere un uomo adulto e quindi appartenere alla lontana alla categoria di certi mostri umani.

Per buona parte del tempo non vedi l'ora che arrivi la fine del romanzo per giungere alla "soluzione" del caso. Ma arrivati a un certo punto, vedi la fine come la costa quando sei naufrago nell'oceano, di notte. Non vedi l'ora di essere salvato da tutto quell'orrore. E la cosa che ti fa più senso è che seppur esagerate non si tratta di scene fantastiche, magiche. Si tratta di roba realistica, attuabile. C'è una vocina che ti dice: questa roba può succedere, e magari è successa, tu che ne sai?

Insomma, vale la pena se si ha abbastanza fegato da attraversare il malessere assoluto.

Ma una cosa ormai è chiara: Paolo è malato forte!

Parlando delle parti meno malate, ho apprezzato le scene nel mondo onirico del coniglietto Ribes, una efficace trasfigurazione della mente della protagonista tramite luoghi e personaggi.

Da notare anche le notevoli illustrazioni in bianco e nero contenute nel romanzo, che aiutano a intensificare il senso di inquietudine generale.

Detto questo, non mi ha convinto del tutto il finale che ho trovato un po' frettoloso, ma non voglio dilungarmi su questo punto perché non voglio fare spoiler.

Ultima nota curiosa: tramite il romanzo scopro di essere diventato - con tanto di nome e cognome e capelli lunghi - un medico di un Pronto Soccorso romano. Al di là del fatto che non sarei mai in grado di reggere psicologicamente un lavoro del genere, e che non ho idea di cosa sia un Patchouli, mi sono divertito a leggermi proiettato in questo mondo così crudo e malato del romanzo per fare la parte di un buono, educato e praticamente irreprensibile. Se è così che mi vedi, Paolo, mi sa che esageri!

Ma quando scrive non è certo la misura il punto forte di Paolo, ormai l'abbiamo capito. Però scrive dannatamente bene.


Se siete interessati ad acquistarlo, magari come regalo per un Natale più nero dell'abisso, potete trovarlo qui:

http://www.fumetto-online.it/it/cut-up-falsariga-debbi-la-strana-edizione-variant-limited-666-copie-c73598000000.php 

Paolo Di Orazio
"Debbi [la strana]"
 Cut Up Edizioni

giovedì 4 dicembre 2014

Topolino n. 3081

Su Topolino n. 3081 in edicola da mercoledì prossimo 10 dicembre trovate una mia storia disegnata da Luca Usai intitolata "Zio Paperone e l'oro telefonico".


La particolarità di questa storia è che il soggetto l'abbiamo scritto insieme io e Luca.

Buona lettura!

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