venerdì 29 giugno 2012

[ipsedixit] Walt Disney


Forse, nel momento in cui ci capita, non ce ne rendiamo conto, ma un calcio nei denti può rivelarsi la cosa migliore che ci possa accadere.

Walt Disney

mercoledì 27 giugno 2012

lunedì 25 giugno 2012

Cortocircuiti lessicali


Ogni tanto mi capita di leggere di sfuggita qualcosa e di capire roma per toma. Cortocircuiti lessicali che - colpevole il subconscio - a volte assumono forme veramente divertenti.

Ad esempio l'altro giorno per sbaglio ho letto sul tubetto del dentifricio "Con estratti di SALIVA", invece che di SALVIA. Al che ho pensato "Quella già ce la mettevo io".

Mi capita anche di avere allucinazioni uditive.

Pochi giorni fa, ad esempio, ero al supermercato. Una voce stentorea dall'altoparlante domandava "Domicilio alla cassa 12", ma il mio cervello ha percepito: "OMICIDIO alla cassa 12".

Che sarebbe stato un titolo fantastico per un poliziesco ambientato tra carrelli e scaffali.

venerdì 22 giugno 2012

Bonvi Parken

Domenica alle 17.30 ci sarà un incontro di presentazione di LAW al BONVI PARKEN di Modena.

Insieme a me, il disegnatore Stefano Carloni.

Per maggiori info CLICCATE QUI.

giovedì 21 giugno 2012

Pseudo-recensioni

Il mondo fumettaro nostrano sembra tanto in decadenza, quando c'è bisogno di lamentarsi un po', ma in realtà sforna anche novità interessanti e non sta mai fermo.

Dico sul serio!

Il caso vuole che ultimamente siano usciti dei volumi scritti o disegnati da autori che stimo molto o che in certi casi sono addirittura amici.

All'inizio mi sono detto: li recensisco sul blog, così li aiuto anche a promuovere il loro prodotto. Lavorando su LAW so bene quanto sia importante e faticoso fare promozione alle proprie "creature", e ogni aiuto è benaccetto.

Poi però mi sono detto: se voglio essere totalmente onesto devo dire TUTTO. Nessuna opera penso sia assolutamente perfetta. Questi fumetti in mezzo a tanti pregi hanno anche qualche difetto, e se voglio recensirli in maniera corretta devo dire anche i difetti. Dopotutto sono sempre ben disposto anche ad ascoltare le critiche costruttive nei confronti del mio lavoro, mi aspetto che anche i miei colleghi facciano altrettanto.

Dopodiché mi sono detto: ma lo voglio proprio fare? La maggior parte di questi autori mi ha fatto una montagna di complimenti per LAW, con che faccia ora io critico il loro lavoro? Sono mica Will Eisner, io. Mi farebbe veramente sentire una cacca che se la tira.

Però se voglio essere onesto non posso raccontare solo i (tanti) pregi. Non sono tipo da leccare il deretano, loro lo sanno bene. Il lavoro che ho fatto me lo sono sempre guadagnato col sudore della fronte, non ho mai fatto il lecchino né mai lo farò.

Però sicuramente faccio loro un migliore servizio se parlo dei loro fumetti, piuttosto che auto-censurarmi.

E quindi?

E quindi ho deciso di fare così: di ogni opera dirò UN pregio e UN difetto dei testi, idem dei disegni.

Così la bilancia sarà totalmente equa. Tanto va da sé che se parlo di questi fumetti è perché già in partenza li ritengo assolutamente degni di acquisto.

Ok, partiamo.



BAO Publishing
"DEI - In vino veritas"

Testi: Alex Crippa
Disegni: Emanuele Tenderini

Leggete QUI per sapere di che cosa si tratta.

TESTI

Pregio: Ormai un po' di cose di Alex ne ho lette. Drammatico, pulp, horror, giallo, fantasy... Questa è la sua prima opera umoristica che leggo. E mi sento di dire che è forse il suo lavoro migliore che abbia mai letto. Alex sembra aver trovato quasi per caso una sua personale cifra umoristica. La serietà con cui i personaggi affrontano situazioni totalmente grottesche, crea quel cortocircuito comico che ti fa amare il fumetto. E soprattutto: i personaggi sono riuscitissimi. Alex ha perfettamente sotto controllo i suoi personaggi e li fa agire sempre in maniera coerente e insieme divertente. Una vignetta in particolare mi ha fatto capire quanto Alex fosse a suo agio nel contesto e con questi personaggi. Una vignetta con due sole battute: "Saldi!" "Fiori!". Prendete il volume e capirete di che cosa parlo.

Difetto: Ogni tanto ci sono dei momenti in cui il tutto è un po' caotico. Segui i personaggi in sorta di micro-missioni, sostanzialmente delle prove che devono sostenere per arrivare all'obiettivo finale (e Alex tornami a dire di nuovo che non sei d'accordo con Vogler!), però ogni tanto si perde un po' il punto su quale sia l'obiettivo finale. Ci sono stati brevi momenti in cui mi sono chiesto: un momento, dov'è che sono ora e perché sono lì? Ma roba da mezza pagina, poi tutto mi tornava chiaro.

DISEGNI:

Pregio: Quella di Emanuele è una costante ricerca stilistica. Ciò che apprezzo in lui è proprio questo volersi continuamente aggiornare, reinventare, senza sedersi mai dopo aver passato un traguardo. Per quanto mi riguarda dovrebbe essere ricco e famoso, ma lui preferisce continuare a muoversi, perché è un Artista vero. Non lo dico perché mi sta simpatico. E' così e basta. Non tutto quello che ha fatto è riuscito alla perfezione, la sua "inquietudine" creativa per forza di cose non può sempre centrare l'obiettivo. Ma qui in "Dei" ha praticamente inventato uno stile. Non so come altro esprimerlo se non che ha "disegnato con la luce". Perché lui è un grandissimo colorista, e ha usato la sua esperienza in quel campo come base per eliminare il più possibile le linee e avvicinarsi se vogliamo a uno stile più vicino ai videogame. Per questo mi viene da dire che graficamente sia uno dei fumetti più moderni che siano usciti NEL MONDO quest'anno. E sapere che l'embrione di questa storia era nella testa di Alex da tipo 10 anni, mi fa quasi ridere dalla contentezza. Non so perché. Forse perché mi fa sperare che i mille progetti che anch'io ho nel cassetto magari un giorno saranno là in libreria e avranno pure una grafica all'avanguardia.

Difetto: I disegni di Manu sono talmente grotteschi ed esagerati, che a volte lo sono un po' troppo, andando a scapito della leggibilità e della chiarezza. Non succede molte volte, ma ci sono un paio di vignette ad esempio durante lo scontro Mars vs. Ercole, che risultano di difficile lettura. La ricerca di Manu continua e sono sicuro che il prossimo sarà ancora più fico!


Ok, avanti il prossimo!




GG Studio
"EXTINCTION SEED - vol. 1

Testi: Davide Aicardi
Disegni: Livia Pastore
Colori: Alessia Nocera

QUI potete leggere di che cosa tratta la storia.

TESTI

Pregio: Il progetto di Davide è veramente ambizioso. Creare un universo narrativo alternativo con tre personaggi completamente diversi, con le loro sottotrame, che vivono vicende di genere diverso (crime story, fantascienza, avventura), che si intrecceranno e che in futuro confluiranno tutte verso lo stesso obiettivo. Il tutto con un timelock che riguarda nientemeno che l'estinzione del genere umano. Be', non so voi, ma a me la cosa intriga parecchio! Le vicende nel volume scorrono velocemente e vien voglia di sapere immediatamente come procederanno nei prossimi volumi. La verve a Davide non manca, ma sarà solo il tempo a dirci se anche la mastodontica struttura reggerà il peso di tutti questi intrecci. Io sono fiducioso.

Difetto: Alle volte si ha l'impressione che il progetto di Davide sia troppo ambizioso e che abbia voluto un po' strafare. La carne al fuoco è tantissima, e Davide ha fatto forse l'errore di non voler indulgere nemmeno un secondo su una spiegazione in più. Da sceneggiatore, lo so che cos'ha pensato: "Show, don't tell! Show, don't tell! Non spiegare al lettore tutto quello che succede! Fa' sì che si chieda che cacchio sta succedendo e poi alla fine riuscirà a mettere insieme tutti i pezzi di questo enorme puzzle... Bwahahah! Sono un genio del male!". Fidatevi, è questo che pensiamo noi sceneggiatori ogni tanto. Be', comunque ho l'impressione che certi fatti restino un po' troppo in un'area di ombra, in attesa che tutto assuma un senso in funzione della storia. Tanto che alla fine si ha un po' la sensazione che sia successo poco, quando in realtà forse succede troppo. E' difficile da spiegare! Se fosse stato un unico volume da 150 pagine - per dire - questo meccanismo probabilmente funzionerebbe alla perfezione, perché tutti i misteri verranno svelati subito, man mano che si procede con la lettura. In questo caso invece bisognerà aspettare un po' troppo perché la memoria ricordi tutti i particolari. Tanto che consiglierei di comprarli tutti e poi leggerli in una volta. Io di sicuro comprerò anche i prossimi, perché - l'ho detto no? - l'idea alla base della storia intriga parecchio!

DISEGNI:

Premetto che eviterò di parlare dei colori perché so di capirci troppo poco per poter dare un giudizio.

Pregio: Disegni molto dinamici, ad effetto, molto "americani", accattivanti, moderni. Livia è molto giovane e mostra un vero talento.

Difetto: In certi casi mi pare che Livia pecchi un po' di ingenuità. I disegni in certi casi sono forse troppo auto-indulgenti, troppo plastici, moderni, sgargianti, con tutte queste donne poppute e prorompenti... Livia sa di essere brava e a volte questo va a scapito della leggibilità dell'azione e soprattutto dell'ambientazione, che non sa abbastanza di anni '60. Ma Livia è comunque su un'ottima strada e sono sicuro che crescerà.


E via con l'ultimo!




Nicola Pesce Editore
"Il nuovo romanzo di Dan Braun"

Testi e disegni: Davide La Rosa

Cliccate QUI per saperne di più.

TESTI

Pregio: Ci sono molti dei personaggi dell'universo folle di Davide. Giacobbo, i ninja, i partigiani, gli zombi, perfino una comparsata della Pimpa morta. Grandi assenti: Dio (fosse solo un problema del fumetto, direte voi) e Papa Sisto. Le vicende sono veramente assurde come ci si può aspettare da una storia di Davide e reggono bene anche alla lunga. Ci sono poi alcuni veri e propri colpi di genio, che quando sembra incominciare a porgere il fianco alla stanchezza ti tira fuori perle come "Il torrone è quella sostanza golosa tra due fette di Cristo" e "Nessuno è Mauro Repetto agli occhi di Dio". Non ci avete capito niente? Comprate il volume e leggetelo, e sghignazzate.

Difetto: Alle volte vuole fare il serio, e ci sta anche, fa sempre parte dello stile di Davide piazzare senza preavviso un bel pippotto serissimo sulla religione o la società, eppure in un paio di casi mi è parso esagerasse. Sarà che la carta non è internet, ma ho sentito un po' l'effetto "maestrina". Poi c'è da dire che a livello di struttura la storia ogni tanto perde di senso, ma dopotutto non so se sia un vero difetto, La Rosa è fatto così, non è mica per la struttura che uno legge i suoi deliri. I suoi divertentissimi deliri.

DISEGNI

Eh... uh... Davide è il rampollo prediletto della cricca "Fumetti disegnati male", e questo penso dica abbastanza. I disegni di Davide sono come far scrivere un semianalfabeta. Però. Però un semianalfabeta se ha del genio può far ridere lo stesso col suo scarno vocabolario.

Davide è la dimostrazione che se si ha talento e personalità non per forza è necessaria una grande conoscenza (ma nemmeno piccola, in questo caso) della tecnica. Se l'obiettivo è raccontare si può farlo anche con disegni naif (per essere gentili).

Oh, a me la roba di Davide fa ridere, disegni compresi! Quelle facce inespressive sono perfette per quell'umorismo così surreale. Basta conoscere di persona Davide per capire. Ti può dire assurdità, battute, discorsi seri, e ha sempre quella stessa espressione serena, quasi inconsapevole. Scrive scemenze totali ma poi subito dopo fa sfoggio di cultura non indifferente. A scuola doveva essere proprio uno di quei secchioni che stavano sulle balle a tutti.

A volte ti dà l'impressione di essere assolutamente consapevole di quello che scrive e del perché lo fa. Ti spiega con chiarezza che nei suoi fumetti i messicani sono la metafora dell'extracomunitario e di come nel nostro paese sia visto come il perfetto capro espiatorio.
Da un altro lato sembra non avere idea di cosa fa ridere e cosa non fa ridere. Ringrazia tutti, sempre. Non si fa problemi a colpire duro col cinismo, poi però si scusa. Di continuo, anche preventivamente. Ma intanto ha colpito, il bastardo. Lui scrive scemenze, poi per fortuna la gente ride... chissà perché. E a volte dicono pure che sono battute geniali... Meglio così!

Ti vogliamo bene, Davide La Rosa!

martedì 19 giugno 2012

Focus Pico di giugno



Sono in enorme ritardo per segnalare che su Focus Pico di giugno (lo trovate in edicola) c'è una mia storia dal titolo "Il pirata Carlos".

Se avete dei bambini piccoli è la lettura giusta per la loro estate!

Buon divertimento!

lunedì 18 giugno 2012

A proposito di "Paperinik e l'altro Paperino"



Un ragazzo di nome Giuseppe, interessato alla scrittura e alla strutturazione di una storia, mi ha fatto alcune domande a proposito della mia storia "Paperinik e l'altro Paperino", uscita recentemente su Topolino n.2950.

Rispondere alle sue domande è stato utile per me (mi serve sempre riflettere su ciò che ho scritto), per Giuseppe, e potrebbe tornare utile anche ad altri che aspirano a scrivere delle storie.


ATTENZIONE: SPOILER!
Nella discussione vengono rivelati un sacco di passaggi a proposito della storia, perciò se ancora non l'hai letta è meglio che eviti di proseguire con questo post.


Dunque, Giuseppe mi scriveva:

"Fondamentalmente, nel momento clou della storia, quando c'è il bus da salvare.
Il Paperinik della "nostra" dimensione, dopo aver già fallito al deposito nei panni di Fantomius, non contribuisce in nessun modo a far cambiare idea all'altro Paperino.
Mi chiedevo se il "nostro" Paperinik non fosse troppo passivo. Detto questo, è una bella storia, in cui mi piace anche la trovata dell'auto in panne sul fondo del fiume. :)

La domanda, fondamentalmente, è se va bene che l'eroe non svolga un ruolo attivo nella risoluzione della storia
"


Ecco che cosa gli ho risposto.

--

Ciao Giuseppe!

La tua è una buona critica, e in effetti non hai tutti i torti: dev'essere sempre l'eroe della storia a risolvere la situazione, non un "deus ex machina".

Da un altro punto di vista, il mio intento è leggermente "fuori schema".

Nella mia storia il vero protagonista non è semplicemente Paperinik, ma il rapporto che Paperinik ha con i nipoti. Lui cerca motivazioni, e sono i nipotini a dargliene. Ecco quindi che è il pericolo corso dai nipotini a dare a Paperinik l'impulso di risolvere il vero problema della storia "continuare o no a essere Paperinik?". Questo vale tanto per il Pk della nostra che dell'altra dimensione.

Quindi si può dire che sia lo stesso rapporto Pk-nipoti il protagonista che risolve la situazione. Perché il vero problema, il conflitto da risolvere, non è tanto l'autobus sul precipizio. Quello è solo un problema contingente. Ma il vero problema che riguarda il tema stesso della storia, il conflitto che viene presentato a inizio storia dopo il setting iniziale, è appendere o meno il mantello al chiodo.

Lo stesso vale per la mia storia "Paperinik e l'amore nell'oblio" (non so se l'hai letta): la storia di Pk è una "scusa" per parlare del rapporto tra Paperino e Paperina, ed è lo stesso passato dei due a risolvere la situazione complicata.

Diciamo che a me piace quasi più rendere protagoniste le relazioni tra i personaggi, che i personaggi singolarmente!

Spero di averti risposto in maniera esauriente, se hai altre domande fai pure.

--

Risposta di Giuseppe:

"In un certo senso, mi hai aperto gli occhi verso la "sostanza" della storia, da cui gli schemi e la tecnica avevano distolto la mia attenzione."


E ulteriore mia risposta:

--

Se posso darti un consiglio visto che mi pare di aver capito che aspiri a scrivere: è sempre importante la parte "interiore" con cui scrivi.

La tecnica, la struttura, sono fondamentali. Soprattutto all'inizio. Quando sei all'inizio non devi farti troppo trasportare dal cuore, devi imparare a incanalare il tuo estro creativo e porti dei limiti.

Ma quando cominci a padroneggiare la struttura, è la parte "interiore" che denota la tua "voce" diversa da qualsiasi altro autore. E' come lo yin e lo yang: tecnica e istinto sono due parti inscindibili per qualsiasi opera tu vada a creare.

Una storia fatta solo di istinto diventa un'accozzaglia illeggibile di eventi. Una storia fatta solo di tecnica diventa un mero esercizio senz'anima che qualsiasi buon professionista può fare. E' l'insieme delle due cose che fa di te un autore.

Quando scrivi una storia non solo devi (giustamente) strutturare la storia meglio che puoi, ma devi anche chiederti qual è il tema. Che cosa vuoi raccontare? Qual è il motore "emotivo" della tua storia? Che cosa vuoi dire al mondo?

Ecco forse perché "Paperinik e l'amore nell'oblio" è considerata la mia migliore: la struttura filava senza grossi problemi, ma soprattutto c'era molto di mio in quella storia.

Ma - ripeto - quella parte tua, unica, profonda, puoi tirarla fuori solo se sai usare gli strumenti che te la fanno tirare fuori. Ognuno ha una sua "voce", ma prima deve imparare a usarla la voce, se no per quanto uno sotto la doccia si senta un gran cantante, alle orecchie degli altri saranno solo ragli e stecche.

In bocca al lupo!

--


E in bocca al lupo a tutti coloro che si stanno cimentando con la scrittura!

venerdì 15 giugno 2012

[citazioni] Douglas Adams


"Il presidente, in particolare, è soltanto un prestanome: non esercita in effetti il benché minimo potere. E' sì scelto dal governo, ma le qualità che deve dimostrare di avere non sono quelle tipiche del leader: la sua fondamentale qualità è saper provocare scandali. Per questa ragione scegliere un presidente non è facile: bisogna poter scegliere una persona che sappia provocare il furore nella gente, ma che sia anche in grado di affascinarla. Il suo compito non è esercitare il potere, ma stornare l'attenzione della gente dal potere stesso."

"Guida galattica per gli autostoppisti", Douglas Adams.


mercoledì 13 giugno 2012

Botero


Io non sono un grande esperto di arte, soprattutto contemporanea.

Sono poche le cose che mi piacciono, ma sicuramente apprezzo il pittore colombiano Fernando Botero, che ritengo un vero Artista, dotato di quell'onestà intellettuale di cui parlavo un paio di post fa.

Lo apprezzo ancora di più ora che ho letto questa sua affermazione, che può essere benissimo applicata anche alla scrittura:

“Dipingere è una professione angosciante. Fintanto che l’artista non padroneggia il proprio mestiere e non sa esattamente quello che desidera esprimere, vive in una condizione di angoscia permanente. A volte egli ha delle idee, ma non dispone della capacità tecnica necessaria per concretizzarle su tela. O, più semplicemente, le sue idee sono talmente confuse da provocarne la frustrazione. Arriva poi il momento in cui il pittore giunge a dominare la tecnica e al tempo stesso tutte le sue idee diventano chiare: allora il suo desiderio di trasporle fedelmente sulla tela diventa così preciso che il dipingere si trasforma in gioia”.

lunedì 11 giugno 2012

Musica & scrittura



Io amo visceralmente la musica.

La amo così tanto che non riesco ad ascoltarla mentre lavoro.

Anche la canzoncina più stupida cattura il 90% della mia attenzione e mi risulta difficile scrivere anche solo una riga.

---

EDIT: Come dice giustamente Silvia nei commenti, l'effetto è ancora peggiore se il testo di una canzone è in italiano. A volte faccio perfino fatica a parlare, se nel frattempo sento cantare in italiano.

mercoledì 6 giugno 2012

Topolino n. 2950



Su Topolino n. 2950 trovate due mie storie: il quarto e ultimo episodio di "Pippo On Line" disegnato da Stefano Intini e "Paperinik e l'altro Paperino" disegnata da Michele Mazzon.

lunedì 4 giugno 2012

Napoli Comicon 2012 (1/3)

Con un po' di ritardo, ecco i video della presentazione di LAW che io e Davide Caci abbiamo tenuto al Napoli Comicon 2012.

Buona visione!







sabato 2 giugno 2012

Luca Dordolo

Ora, qui non si tratta di parlare di politica, ma di pura e semplice umanità.

Luca Dordolo. Consigliere comunale a Udine.

Si è permesso una battuta razzista su una donna incinta che è stata uccisa a Fiorenzuola.

Proprio così. Una donna indiana incinta uccisa e gettata nel fiume. Non starò nemmeno a ripetere la battuta di questo minuscolo essere disgustoso che risponde al nome di Luca Dordolo.

Mi chiedo: per quanto ancora dovremo subire questo schifo? Qual è il pericoloso limite oltre il quale la nostra indignazione si trasformerà in violenza?

Comunque, dico solo che la faccia di Luca Dordolo è questa:

Se siete di Udine e lo incontrate fatemi un favore: ditegli che mi fa vomitare.

venerdì 1 giugno 2012

Caveau - Bologna

Domani sera mi trovate al CAVEAU WINE BAR di Bologna per un'altra presentazione di LAW!

Ecco tutte le info:

SABATO 2 GIUGNO 2012 - ore 18.00

CAVEAU WINE BAR
Via Polese 7/2
(zona: Bologna centro tra via Marconi e via Indipendenza)

saranno presenti

GIORGIO SALATI - sceneggiatore
DAVIDE CACI - sceneggiatore
STEFANO CARLONI - disegnatore


HAPPY HOUR CON RICCO BUFFET DALLE 18 ALLE 21
(in omaggio una litografia di LAW)

ecco l'evento su facebook:
http://www.facebook.com/events/15026660177...?context=create

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