mercoledì 31 ottobre 2012

Lucca ieri e domani


Domattina parto presto per Lucca, che alle 13 devo essere già in Camera di Commercio ad affiancare (anzi, a disturbare) il Tenderini alla presentazione di Braccio di Culo.

Così vi lascio oggi con un passo tratto dalla Divina Commedia, in cui notiamo che già all'epoca Dante aveva capito quali scelleratezze si consumano tra le mura di Lucca.

[...]
E vidi dietro a noi un diavol nero
[...]
Del nostro ponte disse: "O Malebranche,
Ecco un degli anzian di Santa Zita!
Mettetel sotto, ch'io torno per anche
A quella terra ch'i n'ho ben fornita:
Ogn'uom v'è barattier, fuor che Bonturo;
Del '
no" per li denar vi si fa 'ita'."

E Dante ancora non aveva visto i rapaci stand di Lucca Comics!


Per chi mi vuole incontrare, nella colonnina qui in alto a destra ci sono i miei impegni "istituzionali".

Si va per la città dolente, ci vediamo a Lucca!

lunedì 29 ottobre 2012

sabato 27 ottobre 2012

Un polpo alla gola


Ho appena finito "Un polpo alla gola" di Zerocalcare, edizioni BAO - di cui mi fregio possedere la "nerd edition" - e l'ho letteralmente divorato.

Bisogna dirlo: il rischio flop era alto. Noi tutti conosciamo il talento di Zerocalcare. Le sue strip sul blog sono sempre molto divertenti. E' un fumettista ficcante, scattante, pieno di trovate.

Però.

Però una storia lunga, completa, complessa, è un'altra cosa. 190 pagine, mica bruscolini. La STRUTTURA non è una cosa che tiri fuori dal cappello così, allo stesso modo con cui hai tirato fuori il tuo dannato talento. E' roba che si impara a fatica, col sudore delle chiappe posate ore-giorni-anni sulla tua sedia a scrivere e disegnare e - soprattutto - buttare e rifare.

Ecco perché sono doppiamente contento: questo "Un polpo alla gola" è una storia divertente, avvincente, piena dell'umorismo tipico di Zerocalcare, ma molto più strutturata e armonica rispetto a qualsiasi altra cosa abbia letto di suo.

Quello di ZC è una sorta di blog a fumetti e, un po' come tutti i blog, è spesso un po' caotico. Passa da un argomento all'altro senza preoccuparsi troppo che il lettore capisca.

Qui invece la storia, seppur parzialmente autobiografica come il blog, ha una compattezza e una chiarezza inedite per Zerocalcare, che si deve considerare finalmente un Autore vero, non un semplice fenomeno da web. Mi vien quasi da dire che questo è il vero esordio di Zerocalcare.

La sintesi del disegno è semplice e accattivante (ma già la conoscevate), i dialoghi sempre sorprendenti, per quanto riguarda il ritmo è al top del top (siamo vicini alle eccellenze di Sant'Ortolani da Parma), i personaggi sempre credibili, una conclusione che soddisfa e riannoda i fili lasciati penzolare durante la storia.

Zerocalcare è riuscito nell'impresa di inventarsi non solo un nuovo tipo di umorismo (che forse c'è sempre stato tra quelli della sua generazione, che è un po' anche la mia, ma che nessuno era mai riuscito a fondere così bene col linguaggio fumettistico), ma ha anche aperto una nuova porticina nel modo di fare fumetti. Una graphic novel autobiografica, intimista, senza rassicurare il lettore (roba da Gipi, Coconino ecc.?) mescolata a una trama mystery classicissima, e personaggi estrapolati dall'immaginario pop degli anni '80 (David Gnomo, He-Man, Darth Vader, Kenshiro, ecc.). Il tutto con un tratto stilizzato, tondo e di lettura chiarissima. Però in bianco e nero. Insomma, Zerocalcare è riuscito a fare del postmoderno, di quello vero! Senza copia-incolla, senza auto-indulgenza, senza dare più importanza alla forma che al contenuto, come troppo spesso accade nelle operazioni post-moderne costruite a tavolino. Poi secondo me il protagonista spesso ha delle uscite alla Bart Simpson, sono l'unico che lo pensa?

Quella che dirò adesso a molti sembrerà una bestialità, ma mentre lo leggevo ho pensato che "Un polpo alla gola" fosse il primo vero manga italiano. Non so bene spiegare perché. Ma quella sua sintesi grafica (che non sa di giapponese ma sintesi è), quelle avventure infantili o adolescenziali, quell'esplodere istantaneo e un po' grottesco delle emozioni, quelle visioni oniriche di personaggi pop... Eppure il tutto estremamente italiano (romanesco, addirittura). Mi piacerebbe vederlo tradotto in giapponese con le pagine a ritroso.

Ora, sono sicuro che ZC non se ne sia nemmeno accorto di aver fatto tanto. E - intendiamoci - il suo volume non è il nuovo "Maus" o il nuovo "Watchmen". Però è veramente un gran bel fumetto, divertente, che lascia soddisfatti.

E non è certo perfetto al 100%, un difetto va ascritto per il mio personale gusto (se no era troppo facile dire che è tutto figo!): alle volte indugia un po' troppo su quel lessico forbito con cui infarcisce i dialoghi dei suoi personaggi. Mescolato a tutti i riferimenti del mondo dei bambini dell'epoca, insieme alle espressioni romanesche, eccetera, è sicuramente molto divertente. Ma a volte ne abusa e rischia di portare i personaggi "out of character" (come nel caso di Stephan, in un paio di occasioni).

Spero solo che ZC non si esalti troppo per le ottime vendite, le code alle sue sessioni dediche, i quintali di complimenti che gli staranno piovendo nella casella mail, le groupies che gli staranno lanciando le mutande a ogni sua apparizione alle fiere. Spero che non pensi di essere "arrivato" e che qualsiasi cosa produrrà d'ora in poi sarà fantastica e intoccabile. Sperò che continui come ha fatto finora a dubitare di sé stesso, ma non di quello che ha da raccontare.

Spero che questo non sia ancora "la vetta" di ZC, ma solo il primo ottimo passo di una nuova strada che ci darà un sacco di soddisfazioni.

Va dato atto anche alla Bao di aver puntato sul cavallo giusto, con lungimiranza.

Saprà Zerocalcare continuare a percorrere questa via? Non ne ho idea.

Ma intanto godiamoci questo polpo alla gola.

venerdì 26 ottobre 2012

Lucca Comics 2012


Ormai manca pochissimo a Lucca Comics, perciò ecco dove e quando potrete trovarmi:


GIOVEDI' 1/11

- h 13.00
Sala Fanucchi della Camera di Commercio (Corte Campana)
Presentazione del volume Braccio di Culo insieme a Emanuele Tenderini (l'autore principale del volume), Alex Crippa, e altri autori. Modera: Davide Caci.

- h 14.00
Stand E215 delle Edizioni Star Comics (Pad. Piazza Napoleone)
Sessione dediche per LAW
Insieme a me ci saranno Fabiano Ambu, Davide G.G. Caci e Stefano Carloni.


DOMENICA 4/11 h 15.30
Stand E215 delle Edizioni Star Comics (Pad. Piazza Napoleone)
Sessione dediche per LAW
Insieme a me ci sarà Ennio Bufi.

Vi aspetto numerosi!

lunedì 22 ottobre 2012

Presidenti di regione

Vignetta di Giorgio Salati e Luca Usai.

Cliccarci sopra per ingrandire.


Sbigottente Gagnor


L'amico e collega Roberto Gagnor ha scritto un bell'articolo su Il Post, di cui condivido il 99% delle affermazioni, a proposito dell'impoverimento della lingua nell'attuale "industria dell'intrattenimento".

Vi consiglio di leggerlo CLICCANDO QUI.

Buona lettura!

domenica 21 ottobre 2012

venerdì 19 ottobre 2012

Domenica su RLTV


Questa domenica alle 21.15 sarò intervistato telefonicamente su RLTV, visibile nel Lazio sul canale 677 del digitale terrestre, durante il programma "Flynight" condotto da Chiara Selene Piccirilli.

Si parlerà di fumetti.

Chi è della zona, domenica sera si metta davanti alla tv!

mercoledì 17 ottobre 2012

Da Topolino a Roxanne

Oggi per puro caso mi sono imbattuto nella mail in cui la redazione di Topolino mi informava di aver ricevuto il mio primo invio di materiale. Era il 16 ottobre 2002. Esattamente dieci anni fa.

E curiosamente, oggi esce in edicola e fumetteria LAW #4 "Roxanne", il primo albo in formato "bonellide" interamente sceneggiato dal sottoscritto.


martedì 16 ottobre 2012

Domani LAW #4!

Domani esce in edicola e fumetteria il quarto episodio di LAW, intitolato "Roxanne"!

Questo episodio è stato scritto interamente da me (con consulenza di Davide Caci, ovviamente) e disegnato da Stefano Carloni.

All'interno ci trovate un frontespizio disegnato dall'amico Maurizio Rosenzweig!

Ecco la copertina, disegnata da Fabiano Ambu:

Preparatevi domani a correre in edicola!

lunedì 15 ottobre 2012

Lettori linkanti


Ringrazio gli appassionati disneyani Vito e Isabella per avermi inserito nei loro blog tra la "gente interessante".

(scusate ma non ho saputo resistere alla tentazione di mettere questa immagine!)

La stratosfera di Messina


sabato 13 ottobre 2012

Domani su Radiomondo


Domani mattina (domenica 14 ottobre) alle 11 sarò intervistato da Max De Angelis su Radiomondo durante il programma Radiomondoforyou.

Si parlerà principalmente dell'imminente uscita di "Roxanne", il quarto episodio di LAW (in edicola e fumetteria dal 17 ottobre) interamente sceneggiato dal sottoscritto, ma si parlerà anche più ampiamente del mestiere di sceneggiatore.

Per sapere le frequenze CLICCATE QUI. Per ascoltare in streaming, vi basta cliccare sul pulsante in alto a destra "ASCOLTA LA RADIO" nell'homepage del sito.

Buon ascolto!

venerdì 12 ottobre 2012

Braccio di Culo in libreria!


E' fuori (in tutti i sensi) il volume dedicato a Braccio di Culo del mitico Emanuele Tenderini, pubblicato da Dentiblù!

Ci trovate anche un mio contributo!

Giovedì 1 novembre ci sarà anche uno showcase di presentazione del volume a Lucca Comics cui dovrei partecipare anch'io.

Correte a comprarlo! Portate via di lì quei volumi che sporcano di m***a i libri di Fabio Volo!

E poi una volta a casa metteteli nelle bustine di plastica, non per collezionismo, ma per l'odore!

mercoledì 10 ottobre 2012

Blogquacità


Ulteriore riflessione sull'uso di Internet 2.0.

Quando ho aperto il blog, poi Facebook, Twitter, temevo di scrivere troppo.

Temevo di dire troppe cose, di tirar fuori tutto quanto e finire con non aver più niente da dire nelle mie storie.

E' un po' un cruccio di tutti i "creativi" (passatemi il termine): la paura di perdere un giorno la vena creativa e non aver più niente da dire.

Be', devo dire che non è affatto successo, e di cose da dire ne ho sempre parecchie.

Anzi, negli stessi social network si trovano interessanti spunti, da non trascurare.

lunedì 8 ottobre 2012

Italo-Cina

A proposito di dialoghi ed evoluzione della lingua, l'altro giorno ho assistito a una scena che mi ha colpito.

Seduto su un vecchio tram, passando per vecchie vie di Milano, ho notato una ragazza cinese, non più di vent'anni, che parlava al cellulare.

Ero piacevolmente colpito da come la ragazza non solo parlasse un italiano perfetto, ma anche con inflessione milanese. "Sabato sera c'era LA Gabry..."

Poi di colpo si è messa a parlare cinese, senza soluzione di continuità. Ohibò.

Poi di nuovo in italiano. E cinese. E italiano. Senza nemmeno una pausa per prendere fiato. Ri-ohibò.

Ed evidentemente all'altro capo del telefono c'era qualcuno che capiva tutto perfettamente senza mai protestare. Una coetanea, probabilmente.

Essendo il cinese molto diverso dall'italiano anche come "timbrica" stessa delle parole, la ragazza sembrava addirittura cambiare voce, da un passaggio all'altro.

Non nascondo che per un attimo la cosa mi ha un po' inquietato. Mi ha fatto un po' l'impressione da "invasione aliena".

Ma poi no, perché mai... Anzi: mille volte meglio la ragazza che parla perfettamente ANCHE l'italiano, piuttosto che la maggior parte di cinesi che abitano qui da 20 anni e non sanno una parola del nostro idioma.

Di certo quella ragazza non meritava la mia inquietudine.

Però mi ha davvero colpito, e mi ha fatto sentire quasi vecchio.

Il mondo continua a girare!

venerdì 5 ottobre 2012

I dialoghi di oggi


Frequentare i social network è un interessante campo di studio sui mutamenti della lingua.

C'è stato un tempo in cui gli scritti ("I promessi sposi", ad es.) influenzavano la lingua, che dal magma dialettale cercava di emergere, in un desiderio di unità nazionale e culturale.

Poi è arrivato il momento in cui, soprattutto dopo certa letteratura americana post-bellica, il parlato ha fatto irruzione nello scritto: più riuscivi ad essere realista nel tuo dialogo, più interessante era il tuo romanzo o fumetto o film.

Oggi, sembra di assistere a uno strano stravolgimento, un po' isterico, dell'uso linguistico.

Si scrive così tanto su Facebook, Twitter, blog e compagnia bella, che lo scritto è diventato un po' dialogo. Il parlato viene contaminato da espressioni e modi di dire nati in internet. E di riflesso, lo scritto letterario finisce per essere contaminato da questo linguaggio: o indirettamente, tramite i dialoghi, o addirittura da Facebook direttamente e senza passare dal Via.

Il che non significa necessariamente un imbarbarimento. Non è battere a macchina come Capote diceva di Kerouac. Il bravo scrittore sa ripulire il dialogo internettiano dalle scorrettezze, volgarità e soprattutto banalità (che ci sono a badilate anche nel dialogo parlato) e piegarlo al proprio fine creativo.

Sembra incredibile, ma prescindere, anche letterariamente, dai social network, ormai significa essere scollegati dal mondo, rischiando di non saperlo più raccontare.

mercoledì 3 ottobre 2012

A proposito di Brave


A proposito dell'ultimo post, evidentemente non sono l'unico a pensarla in questo modo.

Leggete ad esempio QUESTO ARTICOLO.

lunedì 1 ottobre 2012

Brave


ATTENZIONE: SPOILER! NON LEGGERE SE NON HAI VISTO IL FILM!

E alla fine anch'io ho visto Brave.

A primo acchito, mi verrebbe da dire: un bel film fatto bene con tutte le cose a posto, gag divertenti alla Pixar, tecnicamente ed esteticamente favoloso. Protagonista ben costruito e interessante. Dinamiche tra i personaggi interessanti.

Però trama un po' banalotta. Ci sono alcuni passaggi che sono veramente prevedibili.

Il personaggio che si trasforma in un animale per un incantesimo sballato (il che comunque porge il fianco ad alcune gag molto riuscite), tutta la fatica per porvi rimedio, la madre che nel momento del bisogno tira fuori un coraggio inaspettato, la soluzione che sembra inefficace e invece ha solo tardato ad arrivare giusto per darci l'ultimo brivido... Tutta roba stravista. Non sbagliata eh, che il film fila che è una meraviglia, ma veramente prevedibile.

Quello della famiglia, dello strappo tra due familiari che però nel momento del bisogno ci sono lo stesso l'uno per l'altro, tema forte disneyano. Mi piace, giustissimo, difficile che manchi in un qualsiasi film Disney. E quindi va bene.

Il tentativo di cambiare un'altra persona e renderla perfetta per i propri canoni per poi accorgersi che la si preferiva com'era prima, coi suoi difetti, altro tema stravisto nei film Disney. Altro macro-tema che comunque a seconda di come lo coniughi funziona sempre.

L'accettazione di un'idea di violenza e di morte (la gamba persa dal padre di Merida, il suo dichiarare di volersi vendicare uccidendo l'orso e appendendo la sua testa tra i trofei). Interessante, un paletto che si sposta un pochino in là (anzi, in qua, dal mio punto di vista di sceneggiatore disneyano).

E poi il tema principale e dichiarato del film: il Destino. Questo è un tema che mi interessa. Già visto tante volte, ma qui interpretato in maniera intelligente. Tanto che alla fine è proprio il Destino a risolvere la situazione: è un lastrone di quella specie di Stonehenge, che in tutta la storia rappresenta il Destino (tutto ciò che riguarda il destino della protagonista passa da quel luogo), a uccidere il cattivo.

All'inizio sembra che il tema sia cambiare il proprio destino, quando invece si tratta di individuarlo, accettarlo, e fare di tutto per seguirlo. In fondo qui tutti gli sforzi della protagonista non sono intesi a cambiare il proprio destino, che in fondo, come vediamo anche dal prologo della storia, è proprio quello che insegue per tutto il film. Quello per cui combatte lei è cambiare l'idea che gli altri hanno del Destino che lei dovrebbe avere. Far loro accettare che lei non vuol fare la principessa, o meglio, principessa è e principessa rimane, ma lei vuole fare il guerriero, e non vuole sposarsi.

Ecco.

E' qui che mi si illumina una lampadina.

Non c'è nessun finale romantico. In una storia classica ci sarebbe stato un ragazzino, magari uno sfigatino per nulla guerriero, magari l'unico con cui Merida si trovava bene fin da bambina. E alla fine sarebbe stato lui il prescelto. E invece no. Non c'è nessuno di nessuno. Lei non si sposa e basta.

E poi c'è il discorso importante che lei fa e che è proprio la madre, quando si trova nei panni dell'orso, a suggerirle: ognuno dovrebbe seguire il proprio cuore ed essere libero di decidere chi amare.

I vari genitori lo chiedono ai propri figli, e anche loro convengono che sì, tutti loro vogliono essere liberi di decidere chi amare, e sembra che non siano particolarmente interessati alla principessa. E intorno non ci sono altre ragazze con cui - se fosse stato un film troppo "classico" - si sarebbero fidanzati.

E i genitori accettano ognuno le scelte dei propri figli. La madre di Merida accetta la scelta della figlia di non sposarsi e comportarsi da guerriero.

Ecco.

Ora capisco perché la storia è un po' banalotta.

Perché una trama troppo originale non sarebbe stata funzionale al vero, delicatissimo, tema, di cui quelli della Pixar hanno voluto parlare alla società, ai bambini, agli adolescenti, e soprattutto ai loro genitori: l'omosessualità.

Probabilmente è la scoperta dell'acqua calda, magari lo dicono tutti da mesi ma io non ho praticamente letto recensioni per non farmi influenzare.

L'omosessualità. Non è più un tabù da cinquant'anni al cinema e perfino in certi cartoni animati, ma lo è ancora nel mondo Disney, in quello che viene considerato il mondo fantastico per piccoli, grandi, famiglie, tutti-tutti.

Un tema che se i pixariani avessero estrinsecato in maniera palese avrebbe letteralmente fatto scappare le mamme dai cinema proteggendo i propri bambini col proprio corpo per paura che qualche particella di omosessualità li colpisse. Quelli della Pixar non vogliono certo perdere i milioni di spettatori che fanno la loro fortuna. Ma hanno voluto ugualmente parlarne, in maniera delicata e intelligente, facendo piangere le mamme e insinuando - chissà - a mo' di inception un atomo di accettazione in più il giorno che un loro figlio decidesse di fare coming out.

E per l'ennesima volta Lasseter & compagni dimostrano di non sbagliare un colpo.

Quindi mi correggo: "Brave" è sì un film un po' banalotto nella trama, ma il paletto che stanno cercando di spostare di un millimetro è troppo grosso e importante per pretendere di più.

Grazie, Pixar, per l'ennesima dimostrazione di intelligenza mediatica.


P.S.: Mi chiedo, una ragazza omosessuale, a quell'epoca, sovrastata da quelle regole sociali, a che livello di auto-consapevolezza sarebbe arrivata? Io immagino che il massimo a cui poteva arrivare era di non aver voglia di sposarsi senza capire bene il perché (un po' come la protagonista di "Brave"). Nella realtà però sarebbe stata mandata in convento, o se era schizofrenica sarebbe diventata Giovanna D'arco.
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