venerdì 26 febbraio 2010

La legge di MuPHRy


Proprio così, non ho intenzione di parlare della celebre "Legge di Murphy", ma della meno conosciuta "Legge di Muphry".

Ho scoperto infatti questo divertente insieme di assiomi formulato nel 1992 da John Bangsund, dell'australiana Victorian Society of Editors, conosciuto anche come "l'applicazione editoriale della Legge di Murphy".

La cosa mi ha incuriosito perché interessa anche il mio lavoro.

Ecco cosa dice la "Legge di Muphry":

(a) Se scrivi qualcosa criticando l'editing o la correzione delle bozze, ci sarà qualche errore in ciò che hai scritto;

(b) Se un autore ti ringrazia in un libro per il tuo lavoro di editing o correzione di bozze, ci saranno errori nel libro;

(c) Maggiore è l'enfasi in (a) e (b), più grosso è l'errore;

(d) Un libro consacrato all'editing o allo stile avrà un contenuto inconsistente.


Non c'è che dire: analisi non solo divertente ma anche abbastanza realistica, e sono sicuro che qualche amico editor potrà confermarmelo (ma anche qualche collega sceneggiatore!).

mercoledì 24 febbraio 2010

Interpretazione simboli


Molti di voi avranno visto in internet il geniale (stavolta questo aggettivo ci sta tutto) video sul "Corso per interpretare le istruzioni degli aerei" inventato da quelli di Lupoululi.com (se non lo conoscete andate immediatamente a cercarvelo su YouTube).

Da allora, i cartelli, segnali e simboli di ogni tipo non sono più stati gli stessi, per me.

Per questo, quando ho visto degli strani simboli su una confezione di fazzoletti di stoffa, non ho potuto fare a meno di darne la mia personale interpretazione.


lunedì 22 febbraio 2010

Mal di testa


Facendo il lavoro dell'inventore di storie, a volte succede di bloccarsi su un passaggio, senza il quale la storia non regge. Si sta fermi delle ore davanti al computer, giochicchiando con antistress vari, dondolandosi sulla sedia come autistici, alzandosi e aggirandosi nervosi per casa come Zio Paperone quando cammina in tondo e fa un solco circolare nel pavimento.

Si sa, l'ispirazione è un mito. Chi fa questo mestiere impara a "farsela venire", l'ispirazione. Però capita che alle volte manchi proprio quell'idea che ci faccia sbloccare la storia. A volte mi capita quando prendo in mano un lavoro completamente nuovo, con cui non ho ancora dimestichezza.

Poi capita che al terzo giorno - anzi, notte - di agonia, dopo aver detto "all'una pianto lì e vado a letto" (e andare a letto non significa necessariamente dormire, ché i personaggi continuano inutilmente a turbinarti in testa senza combinare niente di veramente produttivo), a mezzanotte e cinquantaquattro ti ritrovi a scrivere un'idea che ti è venuta, che a cascata, come se avessi stappato una bottiglia di spumante, si porta dietro tutto il resto della storia. Così resti incollato a ticchettare sulla tastiera fino alle 3 e mezza.

Ora, fin qui tutto bene. Capita che ci si blocchi, e capita che ci si sblocchi. A lavorare in notturna poi ci sono abituato.

Ma ciò che tuttora resta per me un mistero - sintomo del fatto che ancora ho molto da imparare su questo mestiere - è che non so come ho fatto a sbloccarmi. Peggio: non so nemmeno QUANDO mi sono sbloccato. Semplicemente, senza rendermene conto, dopo aver passato ore a scrivere e cancellare parolacce (ognuno si diverte come può) mi ritrovo a buttar giù d'un fiato una serie di idee. Non so a che ora ho cominciato a scrivere cose sensate, né perché, né che cosa abbia fatto scattare quel click nella mia testa ad un certo punto, se sia cambiato qualcosa, se ho visto o letto qualcosa che mi ha dato lo spunto, se ho fatto un ragionamento particolare che mi ha dato il La.

Il mio blocco dello scrittore è un po' come il mal di testa (ne soffro spesso... di mal di testa, intendo, non di blocchi dello scrittore!), e l'idea che mi sblocca è un po' come il Moment: per ore soffro e mi tormento, prendo un Moment e per un po' continuo a soffrire e chiedermi quando cavolo farà effetto. Ad un certo punto però mi accorgo che - PUF - il mal di testa se n'è andato. Non so quando ha iniziato a diminuire, semplicemente prima avevo mal di testa, poi assorto in altri pensieri non mi sono accorto che la capoccia ha smesso di dolere.

venerdì 19 febbraio 2010

[ipse dixit] Pennacchioni


«L'uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun'altra, ma che nessun'altra potrebbe sostituire.»
Daniele Pennacchioni, in arte Daniel Pennac.

mercoledì 17 febbraio 2010

Watchmen 2?!



Sia chiaro: non andrò mai al cinema a vedere un film dei Watchmen che non sia tratto da una storia di Alan Moore.

QUI la notizia.

venerdì 12 febbraio 2010

Kinart 2/3


E' finalmente online la seconda parte dell'interminabile tutorial di sceneggiatura che ho scritto per Kinart.

Eccola QUI.

Spero che abbiate comprato Topolino a Natale, se no vi sarà difficile seguire il filo del discorso.

Buona lettura!

martedì 9 febbraio 2010

Topolino n. 2829


Su Topolino n. 2829 in edicola da domani mercoledì 10 febbraio trovate la mia storia "Paperinik e l'amore nell'oblio", splendidamente disegnata a tempo di record da Paolo Mottura.

Buona lettura!

domenica 7 febbraio 2010

PinkY Floyd


Solo un genio come Massimo Mattioli può riuscire a inserire citazioni dai Pink Floyd in un fumetto per bambini pubblicato dalle Edizioni San Paolo.

QUI la notizia completa.

Complimenti a Mattioli e alla redazione de Il Giornalino!

mercoledì 3 febbraio 2010

Focus Pico #24


Avete dai 4 ai 6 anni? Avete figli-nipoti-cugini-zii-bisnonni-conoscenti di quell'età? Siete voi stessi dei bambinoni molto cresciuti?

Correte allora in edicola e comprate (o fatevi comprare) Focus Pico n° 24 di febbraio: ci troverete un mio breve racconto intitolato "Lisca e Salame" (vediamo se qualcuno indovina l'omaggio, solo nella scelta dei personaggi ovviamente), illustrato da Giulia Olivares.

Buona lettura!

lunedì 1 febbraio 2010

Decalogo


Il bravissimo disegnatore Flaviano Armentaro ha tradotto sul suo (consigliato) blog "10 segni per sapere se stai leggendo una sceneggiatura solida" che a sua volta ha preso dal blog di Karen J Lloyd, affermata disegnatrice di storyboard.

I "segni" sono indirizzati agli storyboarder, ma diventano della specie di moniti per tutti gli sceneggiatori, e non solo di animazione.

Cercherò anch'io di tenere a mente questo "decalogo" quando rileggerò le mie sceneggiature, mi sarà senz'altro d'aiuto!

Ecco i "10 segni per sapere se stai leggendo una sceneggiatura solida":

1 Buon segno: ad una prima lettura lo script scorre come un grande romanzo che non si può mettere giù. Significato, siediti e godine dall'inizio alla fine. Lo vedi tutto chiaramente nella tua testa. Come se un piccolo film fosse proiettato nella tua mente e scorresse via senza intoppi. Adoro quando accade.

2 Cattivo Segno: Già dalla prima lettura ti tocca tornare indietro a leggere. Significato, ti tocca mettere in pausa a metà pagina e tornare indietro ad una pagina precedente, perché credi di esserti perso qualcosa. Se sono tornato indietro già un paio di volte allora so che mi aspetta una lettura frustrante.

3 Buon segno: Come si legge, si può già immaginare dove sono tutti i personaggi e le possibilità di come l'azione possa essere messa in scena.

4 Cattivo Segno: Sei già preoccupato di non sapere come mettere in scena quello che stai leggendo. ti dici: "Dove sono?" e ti chiedi come i personaggi potrebbero fare ciò che è scritto.

5 Buon segno: Anche se è il primo script che leggi di una serie, hai una buona sensazione della personalità dei personaggi. Non hai ancora visto la bibbia tecnica o letto le note di regia, ma è come se già percepissi il taglio della serie.

6 Cattivo Segno: Lo script è sviluppato attraverso azioni non caratterizzate. O troppi dialoghi spiritosi e poca visualizzazione. I personaggi vanno in giro facendo della roba come fossero marionette. Come se qualsiasi personaggio potessere fare questa o quella azione. E questo non va bene in un cartone animato (o in qualsiasi altra storia)

7 Buon segno: Puoi facilmente visualizzare dei modi per prendere ciò che è scritto e giocarci su. Renderlo più divertente, migliorarlo. E indovinate cosa? Questo è il lavoro dello storyboarder. Questo non è affatto un insulto per lo scritture ... è solo il passo successivo.

8 Cattivo Segno: Si sente il bisogno di correggere lo script. Ci possono essere delle lacune nelle azioni o nella logica, e si deve risolvere il problema con la messa in scena, senza modificare il dialogo (perché di solito non si può). C'è una differenza tra migliorare e riparare ... e bisogna fare quello che bisogna fare!

9 Buon segno: Quando hai terminato la lettura, sei entusiasta di iniziare a disegnare. hai alcune buone idee e le immagini nella tua testa per renderle ancora più divertente. Questa è una buona sensazione.

10 Cattivo Segno: Ti senti confuso dalla storia ed hai paura di iniziare. Forse hai fatto qualche faccia incasinata durante la lettura (o capita solo a solo a me?). E questo è il caso peggiore, naturalmente. Nessuno vuole che la propria sceneggiatura venga letta con quella faccia!

Grazie a Flaviano per l'utile segnalazione e traduzione!


© disegno: Flaviano Armentaro

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